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Blog dello Studio Hamelin di Firenze

Blog di grafica, stampa, Internet, pubblicità di varia natura e tanta saggezza by Studio Hamelin di Firenze

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Vecchio, non obsoleto

Posted by Federica on in Il Pifferaio Magico
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Il sito web del nostro studio compie 10 anni proprio questo mese: incredibilmente, rimane in piedi, è veloce, si vede benissimo su fisso e mobile, porta contatti e richieste di preventivo ed è ultra-indicizzato sui motori di ricerca. Quanto ancora durerà? Per quanto ancora rimarrà con noi? :)

Questo è un post ironico, naturalmente. Lo scrivo per i colleghi, soprattutto, che scherzano sempre sul fatto che dopo 20 anni di attività (di cui 10 a Firenze!), con un intero reparto interno dedicato allo sviluppo web e SEO, il nostro sito principale rimanga questo qui, questo "carrozzone" (come dicono i nostri giovanotti del web design), realizzato con Joomla 3 nel 2016 e poi riempito di contenuti e prodotti che neanche un pranzo di domenica dalla nonna riuscirebbe ad arrivare a tanto! :-) I colleghi - del resto - sono giovani, impetuosi, creativi e vorrebbero un sito nuovo, con meno contenuti scritti, più effetti visivi, magari fatto in Wordpress, più social, recensioni, etc: più lacchezzi e meno sostanza, in soldoni, il trend dei nostri tempi.

Per certi versi, non hanno tutti i torti: nel corso di questo decennio di attività appena trascorso a Firenze, abbiamo aggiunto tanti servizi e prodotti ed altri ne abbiamo levati; abbiamo perfezionato alcuni settori ed altri li abbiamo lasciati un po' "decantare". I tempi, dal 2020, sono cambiati radicalmente e, sebbene la tecnologia abbia subito una battuta d'arresto in generale (tranne che per l'AI), gran parte del mondo come lo conoscevamo prima non esiste più. E come tale, anche molti prodotti e servizi legati al mondo di prima sono in via di dismissione anche da parte nostra.

Avevano ragione gli analisti che già dopo Maidan 2014 parlavano diffusamente di una "demolizione controllata in corso". E' vero, il mondo di prima sta subendo una demolizione controllata, a scaglioni però. Tutte le persone esodate, pre-pensionate, sussidiate (circa 6 milioni dal 2000 ad oggi su una popolazione di 58 milioni, dati per l'Italia - senza contare la dolorosa CIG di molti, speriamo temporanea) dimostrano che quello che c'era prima non appartiene più ai nostri tempi, che tutto sta rapidamente e drasticamente cambiando. Per una questione di ordine sociale (e forse anche di ordine finanziario e industriale), si è deciso di procedere passo dopo passo a smantellare "il mondo occidentale" così come lo conoscevamo, ovvero il mondo occidentale industriale creato nel '700. E' tutto vero? Lo è in gran parte, ma non finisce qui.

Il famoso detto "motus infine velocior" (riferito all'Apocalisse?) ci sta mostrando cambiamenti radicali sempre più rapidi: la velocità e l'incomprensibilità dei fatti per il cittadino medio permettono a chi comanda di non dover chiedere troppo il permesso politico per quello che sta accadendo (viviamo ancora in democrazie di fatto e il consenso dei cittadini serve molto più di quello che si pensi, altrimenti non si spenderebbero miliardi per controllarlo e manipolarlo: il potere non ama gli sprechi). Nel corso della storia, il permesso non è mai stato chiesto troppo esplicitamente: le guerre sono sempre state causate artificiosamente (è morto un re, è stato un anarchico, sopruso di qua, offese di là, etc) per riparare a grandi debiti, per occupare terre piene di risorse oppure per dare avvio appunto ad un "mondo nuovo". Pochi, in questi "anni COVID", hanno compreso che la tanto sbandierata "fine dei tempi" non è altro che un cambio radicale di paradigma e che, finiti questi tempi, ne cominceranno altri, tempi nuovi. Può piacere o no, ma è quello che sta accadendo. Per ora, mi permetto di tralasciare la metapolitica.

Basta in fondo guardare dove vanno i macro-investimenti, per capire il futuro: robotica avanzata, aerospaziale, farmaceutica avanzata, nuove infrastrutture, nuove energie, semiconduttori, microelettronica, batterie ad accumulo, biotecnologie. Rileggete questa lista quando vi sorprendete che chiuda un'edicola, una merciaia, un artigiano, un giocattolaio. L'industrializzazione avanzata e forzata miete le sue vittime, da molti decenni - ma lo fa in modo progressivo, di modo da non scatenare reazioni troppo "cariche". Tutto insieme avrebbe scatenato rivolte o malumori, tutto un po' alla volta ha la facoltà di far uscire dalla scena aziende piccole o obsolete, professioni non più utili, lavoratori non riqualificabili, etc. In fondo in fondo, se analizziamo gli ultimi 50 anni, questa operazione non è stata neanche fatta in modo così brutale; il sistema occidentale ha pre-pensionato moltissimi (già dagli anni '80), ha esodato altrettanti, ha garantito sussidi e CIG a molti: se pensate che quando Mao fece fare alla Cina il famoso (e famigerato) "Grande Balzo in Avanti" (1958-1962) per trasformare la Cina da paese agricolo a paese industriale si contarono circa 45 milioni di morti di fame, forse vi potete rendere conto di essere fortunati, a vivere in queste stanche ma ancora funzionali democrazie occidentali.

Si stupisce solo chi non conosce la storia, tantomeno quella del '900, quando questo paradigma era già parzialmente incrinato ad inizio secolo: da questo sono derivate la Rivoluzione d'Ottobre, la Prima Guerra Mondiale, la febbre Asiatica, le dittature, la Seconda Guerra Mondiale e tanto altro.

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Eppure, io che non sono giovane come i miei giovani colleghi (io classe 1973) ricordo di essere salita su un automobile piuttosto tardi, perché c'era la crisi petrolifera; ricordo i tremendi anni di piombo, le BR, la violenza rossa e la violenza nera. Ricordo la bomba di Bologna, 1980: il botto si udì in quasi ogni parte della regione, fu drammatico, moralmente e psicologicamente. Erano tutti messaggi del potere, per tenere calmi gli animi. Dei drammi politici italiani, della mafia, degli attentati ancora non sappiamo le vere cause, e forse non basterà una vita per scoprirle tutte, forse non le sapremo mai: a maggior ragione pare ancor più impossibile scoprire le vere cause di questo decennio (2020-2030) mentre è ancora in corso e si sta avverando giorno dopo giorno sulla nostra pelle. 

Mentre si rimane in attesa di questa fantomatica Terza Guerra Mondiale (che ripeto, per certi versi è già in corso, se la consideriamo una renovatio totale del pianeta interconnesso), la vita scorre, il tempo fluisce, gli anni diventano rughe e fatica, talvolta malattia e dolore. Si potrebbe dire che l'attesa di questa guerra è già la guerra in corso, alla psiche, al tempo, alla creatività, al coraggio, all'arte, alla famiglia, alla gioia. Purtroppo, prima di costruire, va demolito tutto, ecco cosa sta accadendo - spiegato in modo molto semplice. E molte forze demoliscono in contrasto con altre forze, che aspetterebbero ancora un po'. Da qui l'attrito, spesso falso e solo mediatico, del potere contro altro potere. Il potere è uno, bisogna ricordarlo a chi l'ha dimenticato. E questo è vero in senso politico e metapolitico.

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Mi scrive oggi un caro amico: "oceani di debito, oceani di sangue". Certo, durante i cambi di epoca ci sono sempre tante, troppe vittime sacrificali. Mi sovvengono i milioni di giovani contadini mandati a morire nella WWI perché il tempo della mezzadria era finito e non servivano più (introduzione dei trattori meccanici); mi vengono in mente le donne mandate a lavorare negli anni '60 nelle fabbriche con la promessa dell'indipendenza economica (ed invece era perché costavano tanto meno agli industriali); mi sovvengono anche gli operai, prima sradicati a forza dalle campagne e dalle montagne per poi finire umiliati, picchiati e offesi alla fine degli anni '70. Mi vengono in mente gli anni '80, un decennio di falsa prosperità per acquietare i nervosismi sociali: certe canzoni, certe droghe, certi balli sono stati molto efficaci contro i movimenti proletari. L'edonismo è stato il vero grimaldello anti-umano del '900, la vera ideologia trionfante per il controllo della comunità umana.

Ma tutto questo cosa c'entra con il nostro vecchio ma imbattibile sito web, fatto di molti prodotti, molti servizi e pochi fronzoli? C'entra perché i miei ragazzi scalpitano e amano i nuovi design, le nuove piattaforme, le nuove features, vorrebbero cambiare spesso, come è nella natura dei giovani che tendono alla noia facile. E io sono d'accordo, si intende. Ma bisogna aspettare ancora un attimo, prima che sia il tempo giusto. Ogni tassello sta andando nel suo giusto posto, ogni problematica si sta aggiustando, molti concorrenti stanno chiudendo, molti nuovi servizi stanno nascendo. Forse la differenza fra una persona sotto i 30 anni e una persona sopra i 50 è tutta qui: ho imparato ad aspettare, ad analizzare, a soppesare, a programmare, anche a sorridere nell'attesa. Il mio ruolo di analista con oltre 20 anni di esperienza mi fa vedere lontano: capisco le novità, comprendo il design, ma so che, alla fine, rimane valida sempre e soltanto la sostanza. L'oro, dicono, nel mondo di carta-straccia.

In questi dieci anni abbiamo avuto modo di crearci una clientela favolosa e uno splendido portfolio, che ancora volutamente non mostriamo in questo vecchio sito: tutto materiale per il circuito nuovo, tutti prodotti d'eccellenza che vanno "spesi" nel migliore dei modi, un vero tesoro prezioso di competenza, di esperienza, di gioia e abilità nel lavoro. Durante le riunioni invernali abbiamo messo in cantiere tanti progetti nuovi dedicati a noi stessi, a quello che sappiamo e possiamo fare, a quello che abbiamo imparato anche nel corso degli ultimi strani, drammatici, sfidanti cinque anni. Abbiamo levato cose e aggiunto cose, abbiamo capito e investito, ci siamo fermati e siamo ripartiti. Ma sono soprattutto orgogliosa di aver fatto capire loro che tutto va fatto nel modo giusto al momento giusto, che i talenti vanno ben spesi ma non bruciati, che talvolta l'attesa è la parte migliore di una bella sfida.

Per questo per ora rimane online il nostro vecchio carrozzone del 2016 a rappresentarci: perché abbiamo tanto da fare, siamo sommersi di lavoro e abbiamo deciso - tutti insieme, collegialmente, "in modo democratico" - di sviluppare le nostre idee nuove con saggezza e arte, rispettando il momento opportuno, con i dovuti investimenti, tutti insieme. 

Per ora rimane questo, che, come afferma mirabilmente Terminator nel capitolo "Genisys" è "vecchio, non obsoleto".

Prova è che siete qui a leggerci! :)

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